RICORDO ANCORA LE GIORNATE TRASCORSE IN CAMPAGNA DA BAMBINO...
...Puro divertimento il mio, al contrario della fatica e degli sforzi dei miei, che nutrivano la terra con l’acqua, i semi, il sudore e le mani sporche.
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Fatica che sarebbe stata ricompensata quando ne avremmo raccolto i frutti.
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Mi piaceva osservare mamma e nonna ai fornelli, cucinare soddisfatte e compiaciute i prodotti ottenuti con l’aiuto della terra, del duro lavoro e del divino.
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Mi piaceva percepirne gli odori, tirando a indovinare cosa stesse bollendo in pentola. Mi piaceva assaporarne il gusto, gli aromi, l’amore.
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Mi piaceva pensare a tutti gli sforzi racchiusi nella gioia dei pranzi e delle cene di casa mia, sempre accompagnati da una buona dose di risate e soprattutto da un buon bicchiere di vino del nonno, che non perdeva mai occasione di vantarsi del bel colore che era riuscito a ricavarne dall’uva succosa.
Mi piaceva bere anche questo, certo, senza il consenso di mamma.
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Ma più di tutto, mi piaceva osservare la trasformazione della materia e la Cura delle cose semplici. Intanto, io coltivavo un sogno.
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Oggi si chiama CURA, il paradigma dell’Amore:
per la terra, i suoi frutti, e le persone.
Lo Chef,
Massimo Raimondo

